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Osserviamo la superficie dell’acqua contenuta in
un tubicino di vetro molto stretto, detto TUBO CAPILLARE: essa non è
orizzontale, perché l’acqua raggiunge un livello più alto lungo le pareti
del tubicino e più basso al suo centro. Se ripetiamo la stessa
osservazione per un capillare di vetro contenente mercurio, la situazione
risulterà ribaltata. Provando con liquidi diversi avremo l’una o l’altra
situazione.
Che cosa succede? Non vale più il ragionamento precedente? Le particelle
del liquido non possono più scorrere? E perché abbiamo comportamenti
differenti per diversi liquidi?
Nel caso di tubicini molto stretti la superficie di contatto tra il
liquido e il recipiente è molto elevata e un grande numero di particelle
di liquido sono in contatto con il recipiente. A volte, come nel caso
dell’acqua, le particelle che la compongono “preferiscono” il contatto con
il vetro che con le molecole a loro simili; per questo motivo “si
arrampicano” lungo le pareti del capillare. In altri casi, come quello del
mercurio, le molecole del liquido tendono a evitare il contatto con le
particelle del recipiente e così si “accumulano” al centro del tubicino.
Nel caso dell’acqua possiamo anche osservare che, introducendo in una
vaschetta una serie di tubi capillari, l’acqua raggiungerà in essi livelli
tanto più alti quanto più stretti sono i tubicini. Questo fenomeno è
chiamato CAPILLARITA’ ed è una conseguenza di quanto osservato prima (l’acqua
ama così tanto il contatto con il vetro da risalire nel tubicino).
Come vedremo in seguito, la capillarità è alla base di molti fenomeni
naturali.
Elena |